sabato 29 giugno 2019

Migranti ovvero il grande bluff








MIGRANTI – IL GRANDE  BLUFF


In Africa
In Africa , dove alcuni Paesi europei , ex colonizzatori  ( vds Francia ,Inghilterra ,Spagna , Portogallo ,etc..)  e ora America e Cina , con le multinazionali , si preoccupano ormai da troppo tempo soltanto di fare soldi , di prendere potere , accumulare ricchezze ,  con lo  sfruttamento delle risorse minerarie , petrolio , oro , uranio, etc..,con il  dominio e la  schiavizzazione delle popolazioni , ridotte alla fame e alla sete e alle malattie , costrette a fatiche di lavoro disumane, e quindi a fuggire , perseguitate da crudeli dittatori locali , sottoposte a torture e vessazioni e stupri , a violenze di ogni specie ,spinte ad emigrare dietro pagamento di esose somme di denaro , in un contesto di trafficanti senza scrupoli, tutti organizzati , che lucrano sulla disperazione umana e coprendosi di falso senso umanitario , utilizzano flotte di navi ONG  per depositare i superstiti di tragedie incredibili , sbarcandoli sui primi lidi incontrati , quelli italiani , anche con l'assurda pretesa di farlo in centinaia e centinaia di volte , senza limiti , nella indifferenza , anzi nella compiacenza ipocrita del resto dei Paesi europei .

Note :
Una breve riflessione del Prof. Augusto Sinagra, docente di diritto internazionale sul caso “Sea Watch 3” e sull’arresto del comandante Carola Rackete.
Augusto Sinagra, docente di diritto internazionale.
Cercherò di fare una riflessione esclusivamente tecnico-giuridica di diritto internazionale di cui sono stato Professore Ordinario all’Università.
1. Le navi che solcano i mari battono una Bandiera. La Bandiera non è una cosa meramente folkloristica o di colore. La Bandiera della nave rende riconoscibile lo Stato di riferimento della nave nei cui Registri navali essa è iscritta (nei registri è indicata anche la proprietà pubblica o privata).
2. La nave è giuridicamente una “comunità viaggiante” o, in altri termini, una “proiezione mobile” dello Stato di riferimento. In base al diritto internazionale la nave, fuori dalle acque territoriali di un altro Stato, è considerata “territorio” dello Stato della Bandiera.
Dunque, sulla nave in mare alto si applicano le leggi, tutte le leggi, anche quelle penali, dello Stato della Bandiera.
3. Il famoso Regolamento UE di Dublino prevede che dei cosiddetti “profughi” (in realtà, deportati) debba farsi carico lo Stato con il quale essi per prima vengono in contatto. A cominciare dalle eventuali richieste di asilo politico.
4. Non si vede allora quale sia la ragione per la quale una nave battente Bandiera, per esempio, tedesca, spagnola o francese, debba – d’intesa con gli scafisti – raccogliere i cosiddetti profughi appena fuori le acque territoriali libiche e poi scaricarli in Italia quando la competenza e l’obbligo è, come detto, dello Stato della Bandiera.
5. Da ultimo è emerso che due navi battenti Bandiera olandese e con il solito carico di merce umana, non si connettano giuridicamente al Regno di Olanda e né figurino su quei registri navali, come dichiarato dalle Autorità olandesi.
Allora, giuridicamente, si tratta di “navi pirata”, le quali non sono solo quelle che battono la bandiera nera con il teschio e le tibie incrociate (come nei romanzi di Emilio Salgari).
6. Ne deriva il diritto/dovere di ogni Stato di impedirne la libera navigazione, il sequestro della nave e l’arresto del Comandante e dell’equipaggio.
*Molti dei cosiddetti “profughi” cominciano a protestare pubblicamente denunciando di essere stati deportati in Italia contro la loro volontà.* Si è in presenza, dunque, di una *nuova e inedita tratta di schiavi*, di un disgustoso e veramente vomitevole schiavismo consumato anche con la complicità della UE, che offende la coscienza umana e che va combattuto con ogni mezzo.



I grandi affari sulla “ migrazione “ .

E’ più che legittimo chiedersi , quanti soldi sono serviti e continuano a servire in tutto il contesto che vede migliaia e migliaia di persone scappare dai loro territori , e dopo viaggi e percorsi, a piedi o su mezzi di fortuna ,  lunghissimi e in situazioni assai drammatiche , vengono  rinchiusi e ammassati come bestie in recinti o locali angusti , prima di essere imbarcati , centinaia alla volta su natanti fatiscenti o gommoni , per poi essere raccolti in mare  ( i superstiti fortunati ) e imbarcati su navi ONG , battenti bandiere diverse , di Paesi diversi ?

 Da quali finanziamenti ( occulti ) provengono i denari , che sono serviti e servono a pagare le richieste ( circa tre mila euro a persona )  dei “ trafficanti “ di esseri umani  , atteso che non sembra possibile che tali somme possano essere pagate singolarmente , personalmente da esseri umani , profughi , ridotti in povertà da eventi bellici o da condizioni ambientali di estrema povertà  ? 
  Come e da quali enti  vengono finanziate le spese sostenute dalle navi ONG , per i continui viaggi di trasporto dei migranti , se non da fonti che rimangono sconosciute , ma che verosimilmente non potrebbero essere che  capitali di un giro d’affari , lucrosi , fortemente consistenti , fra banche e società non identificate , né facilmente identificabili , in cui  sarebbero coinvolti , certamente tutti coloro che continuano a sostenere , anche a livello di istituzioni , politiche , laiche o religiose ,  la indispensabilità e il doveroso accoglimento senza condizioni , in lidi sicuri , di milioni e milioni , sempre crescenti , di esseri umani , colpiti da eventi disgraziati , ma senza mettere mai mano ( dei finanziatori ) al proprio portafoglio per cercare di riportare a condizioni vivibili quei territori dai quali i migranti stessi scappano , disperati , oppure anche con la speranza di una vita migliore ?




I  TEATRANTI  DELLA  POLITICA 

I “ teatranti “ della politica e personaggi protagonisti  sulle scene di un mondo ipocrita e menzognero, laico o clericale che sia, e che si trovano subito e sempre pronti a recitare la loro parte , ben preparata , del copione , salgono sul palcoscenico dello spettacolo del giorno , asciugano finte lacrime di commozione , su reali tragedie di sangue e di dolore patite da altri , ma non da loro , che aspettano gli applausi  del pubblico , per poi uscire di scena , dal teatro , sulla strada , scansando in malo modo chi tende loro la mano per qualche centesimo e proseguono  sul cammino del proprio effimero successo , distribuendo autografi  a quanti altri che , nel pubblico, piangendo  insieme a loro,  si sono “divertiti “.


Note :
L’obbligo di salvare la vita in mare costituisce un preciso obbligo degli Stati e prevale su tutte le norme e gli accordi bilaterali finalizzati al contrasto dell’immigrazione irregolare. La ricostruzione dei fatti e la qualificazione delle responsabilità dei diversi attori coinvolti nelle attività di ricerca e salvataggio (Sar) nelle acque internazionali del Mediterraneo Centrale deve tenere conto dei rilevanti profili di diritto dell’Unione europea e di diritto internazionale che, in base all’art. 117 della Costituzione italiana, assumono rilievo nell’ordinamento giuridico interno. Le scelte politiche insite nell’imposizione di Codici di condotta, o i mutevoli indirizzi impartiti a livello ministeriale o dalle autorità di coordinamento dei soccorsi, non possono ridurre la portata degli obblighi degli Stati che devono garantire nel modo più sollecito il soccorso e lo sbarco in un luogo sicuro (place of safety). Eventuali intese operative tra le autorità di Stati diversi, o la paventata “chiusura” dei porti italiani, non possono consentire deroghe al principio di non respingimento in Paesi non sicuri affermato dall’art. 33 della Convenzione di Ginevra.
Cos’è e quando è stato firmato il trattato di Dublino?
«È il regolamento dell’Unione europea che stabilisce criteri e meccanismi per l’esame, e l’eventuale approvazione, di una domanda di protezione internazionale presentata da un cittadino di un Paese terzo. Nasce dalle ceneri della Convenzione firmata nella capitale irlandese il 15 giugno 1990, ovvero dal primo trattato internazionale multilaterale firmato dagli allora dodici membri della Comunità europea per darsi regole comuni sull’asilo. In vigore nel 1997, è stato sostituito nel 2003 dal regolamento «Dublino II» che l’ha portato nell’ambito delle competenze dell’Ue. Una terza revisione - «Dublino III» - è stata varata nel giugno 2013».
«Il principio chiave è dettato dall’articolo 13. «Quando è accertato (...) che il richiedente ha varcato illegalmente, per via terrestre, marittima o aerea, in provenienza da un Paese terzo, la frontiera di uno Stato membro, lo Stato membro in questione è competente per l’esame della domanda di protezione internazionale». In altre parole, la responsabilità dell’asilo è del Paese di primo sbarco. Ovvero: chi arriva in Italia tocca all’Italia, chi in Spagna alla Spagna e via...»
DECRETO  SICUREZZA  BIS  del  Ministero dell’Interno
Mare territoriale
«Attribuire al Ministro dell'Interno la competenza a limitare o vietare il transito e/o la sosta nel mare territoriale qualora sussistano ragioni di ordine e sicurezza pubblica». È quanto prevede uno degli articoli del decreto di sicurezza bis, che interviene «in materia di Codice della Navigazione, in particolare su Divieto di transito e di sosta di navi mercantili nel mare territoriale, limitando le competenze del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti alle sole finalità di sicurezza della navigazione e di protezione dell'ambiente marino».

Sanzioni per «chi, nello svolgimento di operazioni di soccorso in acque internazionali, non rispetta gli obblighi previsti dalle Convenzioni internazionali, con particolare riferimento alle istruzioni operative delle autorità Sar competenti o di quelle dello Stato di bandiera». È quanto prevede il decreto di legge sicurezza ' bis', completato oggi dal ministero dall'Interno. Secondo il provvedimento, «le sanzioni previste sono di duplice natura: una sanzione amministrativa da 3.500 a 5.500 euro per ogni straniero trasportato. Competente all'accertamento della violazione e all'irrogazione della sanzione è il Corpo delle Capitanerie di porto. Nei casi più gravi o reiterati e laddove la violazione sia commessa da navi battenti bandiera italiana, la sospensione da 1 a 12 mesi o la revoca della licenza, autorizzazione o concessione ad opera delle autorità amministrative competenti».

domenica 16 giugno 2019

IL GALATEO

 Il “ Galateo”  ovvero , il   buon  vivere  comune

Sempre meno conosciuto e sempre più disatteso .



“ Se vuoi essere rispettato , rispetta gli altri , tu per primo.”


Il  “Galateo” racchiude in sé tutte le norme e buone usanze che ogni persona dovrebbe seguire nelle varie situazioni pubbliche, siano esse momenti particolari della vita di ogni individuo , relazionale e professionale , o in altri avvenimenti , quali  matrimoni, feste o lutti , oppure situazioni più comuni, come cene in un ristorante, incontri con  amici e conoscenti , viaggi ed altro .

La parola galateo, così come il suo significato, trae la sua origine dall’opera scritta da  Giovanni Della Casa , pubblicata postuma nel 1558 e intitolata, appunto, Galateo ovvero de’ costumi . Opera originale che , però , contiene norme , che per la loro caratteristica formalità e tipicità , molte di esse sono oggi ritenute superate .

Il galateo , diciamo “moderno” ,  dei nostri tempi , è però ugualmente molto importante riguardo ai rapporti sociali .  Infatti , le sue regole dovrebbero continuare ad essere osservate e praticate ancora oggi , come  fondamentali per l’armonia e il vivere comune .

 Norme di un “ galateo “ nella vita comune ,  di rispetto verso gli altri , che  anche secondo la sua nuova accezione ,  dovrebbe essere adottato per ogni azione del vivere quotidiano, non solo riguardo al rispetto comportamentale nei confronti degli altri , nel dialogare , sapendo ascoltare e rispettando gli interventi degli altri,  e agire in modo corretto e rispettoso verso le opinioni altrui , al rispetto dell’ambiente e degli oggetti e beni comuni , non deturpandoli , né sporcandoli,  ma anche riguardo ad un altro e non meno importante genere di comportamento , su norme  di un  galateo “ di carattere più “ formale “ ,  che attengono al modo di stare a tavola , al modo di mangiare, a come utilizzare le posate, a cosa fare quando si è ospitati e come intrattenere le conversazioni tra i commensali  .
Tutti comportamenti che fanno parte di una corretta  e civile convivenza , i cui insegnamenti  dovrebbero essere impartiti , più attentamente , da parte delle istituzioni scolastiche nei confronti dei giovani , ma più specificamente dai genitori , chiaramente se essi ne sono capaci o se sono disposti a darli , nei confronti dei propri figli , affinché i giovani stessi , individualmente ,  possano  trovarsi  sempre  a  proprio agio , nel corso della loro vita , nei loro importanti rapporti sociali , di lavoro , professionali .

Pertanto , anche se vi sono cambiamenti , nella sua sostanza, lo scopo del galateo è sempre lo stesso: cioè  il rispetto del prossimo, una convivenza gradevole tra individui e una società più armoniosa per il benessere di tutti. In tal senso la cosiddetta   “etichetta” è in continua evoluzione e riesce a unire sia nuove esperienze che vecchi usi.

Nel “ galateo “ della vita comune ,  inoltre , vi sono  regole per ogni aspetto sociale, che riguardano il rapporto con i vicini di casa , i vari eventi festosi, matrimoni in primo luogo. Infatti ,  proprio le nozze sono uno degli argomenti nei confronti dei quali la maggior parte delle persone pone maggiore attenzione all’etichetta che, invece  e purtroppo viene spesso dimenticata o volutamente disattesa , specialmente quando ci si trova in ambienti e in occasioni meno formali . Questi ,  purtroppo , saranno esempi  certamente “non educativi” nei confronti dei giovani , di quei giovani inconsapevoli  che in conseguenza di ciò correranno il rischio di  comportarsi male anche loro   e di poter divenire oggetto di critiche negative , o comunque di giudizi non proprio favorevoli per il loro futuro professionale.  


Un tipico fenomeno dei nostri tempi , divenuto praticamente e purtroppo comune e generalizzato , è l'uso eccessivo e quasi "patologico "  del telefonino cellulare , senza limiti di età , in qualsiasi momento del giorno e in qualsiasi luogo ,  e in particolare  il palesemente  scorretto , oltre che irrazionale , modo di comportarsi che si verifica quando  trovandosi insieme ad una o più persone ,  in occasione di incontri amichevoli , di conversazioni , di pranzi o cene ,  qualcuno dei presenti , poi successivamente imitato anche da altri , ad un certo momento , dissociandosi  dalla conversazione , comincia a rivolgere la propria  attenzione e lo sguardo , tenendo il capo chino verso il proprio  telefonino cellulare o uno smartphone , senza più tener conto di ciò che avviene intorno e di chi gli sta parlando accanto o di fronte .
Il fatto paradossale è che a volte , se non quando spesso ,  durante le sopra citate occasioni , ciascuno dei presenti non appare più interessato a  conversare con gli altri , essendo tutti impegnati a smanettare sul proprio apparecchio , perciò risultando quasi inutile e senza senso la riunione stessa .


Questo è ciò che accade , oggi , davanti agli occhi di chi , sempre più isolato ,  ancora usa il proprio “ cellulare “ come apparecchio telefonico portatile,  per ricevere e trasmettere telefonate , cercando di non dare disturbo  quando è in compagnia di altre persone  e ritenendo ancora molto importante parlarsi guardandosi negli occhi  l’uno con l’altro , per  conoscersi sempre meglio . 




REGOLE  DI  BUON  COMPORTAMENTO  A  TAVOLA

Se starai attento ed eseguirai  con costanza ciò che è scritto , in modo particolare in occasione di riunioni , di festeggiamenti  con parenti e amici e conoscenti , farai sempre un’ottima figura , e dimostrerai di essere una  persona  educata e rispettosa  delle buone maniere  verso gli altri, e riuscire ad essere un piacevole  invitato.

E’ naturalmente opportuno lavarsi le mani prima di metterti a tavola . Secondo il Galateo non si potrebbe dire “ buon appetito “ , ma oggi si usa dirlo .

Quando si mangia bisogna usare le posate , cucchiaio , forchetta e coltello , prendendole fra le dita della mano e non tenendo  il manico nel pugno, come fosse una zappetta o un pugnale . Comunque , è consentito , chiedendo il permesso , di usare anche  le mani  per mangiare la frutta  o le cosce di pollo . Mangiando non appoggiare i gomiti sulla tavola e mantenere le braccia vicine al tronco.

Nello stare seduti a tavola , mentre si mangia non bisogna chinarsi  troppo in avanti , con la bocca vicino al piatto , ma  bisogna tenersi un po' distanti .

Se ti capita di avere  un improvviso rutto o uno sternuto o un colpo di tosse ,  cercare di mettere subito la mano davanti alla bocca e chiedere scusa.

A tavola , mentre si mangia , masticando  tenere la bocca chiusa . Se si vuole parlare bisogna evitare di farlo mentre si ha il boccone in bocca ed evitare di parlare masticando . 

Evitare di fare la cosiddetta “ scarpetta “ , con un pezzetto di pane nel sugo , soprattutto in occasione di pranzi più “formali “.

Durante i pasti usare spesso il tovagliolo per pulirsi la bocca , specialmente prima di bere , per evitare di sporcare il bordo del bicchiere con sugo o altro  e così  , pulirsi la bocca alla fine del pranzo.  Non pulirsi  la bocca  con il lembo della tovaglia e mai con la mano nuda o con il braccio.

Quando  si ha bisogno di bere o di prendere una pietanza  in un piatto che sta più lontano , chiedere sempre per favore e poi dire grazie . Bere sempre dal bicchiere e mai direttamente dalla bottiglia.

Quando la tavola è già apparecchiata e i cibi sono pronti sulla tavola , bisognerebbe  aspettare che tutti gli altri si siano seduti al proprio posto , prima di iniziare a mangiare . Comunque , non bisogna iniziare a mangiare quando  a tavola non vi è ancora nessuno seduto , a meno che non si abbia avuto il permesso , per qualche motivo particolare.  

Se  per qualche motivo ci si vuole alzare da tavola  prima della fine del pranzo , bisogna chiedere agli altri il permesso , chiedere scusa e ringraziare.